Girotondo e tradizione tra gli alberi del parco (del Ticino)

Un girotondo di bambini di seconda elementare che cantano della complessità che si nasconde dentro e attorno a un albero: cosa c’è di meglio per dare inizio della presentazione del volume “Gli alberi nel Parco del Ticino”, a cura del Gruppo Dialettale Galliatese?

Sabato mattina, mentre su uno schermo scorreva una carrellata di fotografie scattate nel Parco, il pubblico di adulti e bambini presente in Sala Consiliare ha ascoltato l’assessore Laura Bozzola ringraziare l’associazione per la collaborazione con Avventure di Carta, sotto forma di ormai tre libri per ragazzi, quindi i tre relatori – Gianni Belletti, Sara Brustio e Marisa Fonio – che hanno presentato il volume di quest’edizione, che si riallaccia, come Avventure, all’anno internazionale delle foreste proclamato dall’ONU.

Nato con il triplice scopo di essere una guida per i ragazzi, un aiuto per gli adulti nel rispondere alle domande dei ragazzi e “stimolare la loro fantasia”, e incentivo ad andare nel Parco e scoprirlo passo dopo passo, “Gli alberi nel Parco del Ticino” è frutto del delicato equilibrio tra la necessità di rendere i concetti accessibili a i ragazzi, l’impegno a non tradire un approccio scientifico e la necessità di far entrare il dialetto nel volume senza che si scontrasse coi giovani lettori. Da qui le soluzioni editoriali illustrate dai relatori: piante che raccontano ai ragazzi le proprie caratteristiche, un lessico, una sezione dialettale, una sezione “del nonno”, una cartina che indica dove trovare le varie tipologie di piante.

I relatori, dopo aver ricordato brevemente la storia del Gruppo Dialettale, hanno richiamato l’attenzione del pubblico sul 1978, anno di edizione della prima grossa pubblicazione del Gruppo Dialettale, “Gajà Spitascià”, e di nascita del Parco del Ticino, e sulle similitudini insite nella missioni che Parco e Gruppo si sono assunti: “raccogliere, raccontare e preservare un patrimonio dalle radici molto antiche”.

Un legame, quello tra foresta e dialetto, che fa da filo conduttore all’intera presentazione.

Il bosco, visto in passato quale “patrimonio da tramandare di padre in figlio, così come sono patrimoni da tramandare il dialetto e la nostra cultura”, è il culmine di un breve excursus volto a presentare la sezione storica del libro, scritta in collaborazione con il Gruppo Storico-Archeologico Galliatese, che traccia l’evolversi della relazione dei galliatesi con le loro foreste dalla grande battuta di caccia a cui partecipò Isabella d’Este, nel XV secolo, all’estinzione dei lupi, nel XIX secolo.

I boschi del Ticino, fonte di ispirazione per il defunto poeta dialettale locale Antonio Garzulano, una poesia del quale apre il volume, divengono un invito a esplorare le nostre foreste e a ricordare le nostre radici storiche. Di più, a ricordare l’importanza dei boschi, la centralità che avevano nella vita e nell’economia del passato, ben diversa dallo status di “complemento” secondario che hanno oggi, che tornano a inselvatichirsi per mancanza di governo.

Conclude la mattinata una lettura di Anna Lavatelli dal suo “La rivolta del bosco”, un aperitivo e soprattutto l’augurio, rivolto ai presenti: “Buona lettura e buone passeggiate nei boschi!”

Marina Belli

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