Nello spazio con Umberto Guidoni – 5 novembre 2011

L’astronauta Umberto Guidoni, unico italiano a essere stato selezionato dalla Nasa per una missione Shuttle con destinazione la Stazione Spaziale Internazionale, ha presenziato a due incontri pubblici che hanno reso la giornata di sabato letteralmente spaziale.

Il primo incontro, alle ore 17.00, era indirizzato a un pubblico giovane e ha visto Guidoni raccontare ad una affascinata platea di bambini e adulti le sue esperienze nello spazio, contrappuntate dagli esilaranti interventi dello scrittore Andrea Valente (a cui si deve una brillante spiegazione di come si espletano le funzioni corporali in assenza di peso) e del ludomastro Carlo Carzan, che ha proposto delle divertenti “simulazioni” di operazioni nello spazio, coinvolgendo i bambini del pubblico. L’astronauta ha proseguito proiettando una serie di diapositive sulla vita all’interno della Stazione Spaziale Internazionale.

Alle 21:00 è stato il turno dell’incontro divulgativo “Ma Com’è La Terra Da Lassù?” sponsorizzato da SARPOM Trecate.

Umberto Guidoni, coadiuvato ancora una volta da Andrea Valente, ha chiacchierato con il pubblico presente in sala sulla sua esperienza del 2001 quale unico membro europeo della missione NASA per il raggiungimento della Stazione spaziale Internazionale. L’astronauta ha parlato degli obiettivi di quella specifica missione Shuttle e spiegato che sulla stazione internazionale si studia il comportamento di animali, piante ed esseri umani in assenza di peso; ha inoltre parlato di come si dorme, si cucina, ci si relaziona con gli altri membri in un ambiente cosi estremo, come avviene la cosiddetta “passeggiata spaziale”, cioè l’uscita dell’astronauta dal modulo per eseguire interventi di manutenzione.

Guidoni ha mostrato una serie di bellissimi scatti effettuati in orbita a 400 km di altezza di varie zone del nostro pianeta. Particolarmente affascinanti i filmati della partenza dello Shuttle vista in soggettiva da un astronauta e del rientro. “Il giorno spaziale ha la durata di un orbita della stazione intorno alla Terra ovvero 45 minuti, –ha spiegato Guidoni. – Questo consente di capire quanto sia piccolo in realtà il nostro mondo paragonato alle immensità siderali”. L’astronauta ha parlato anche di come al crepuscolo sia possibile ammirare in controluce i confini della nostra atmosfera, che appare sottile (si estende per circa 80/100 km), eppure è così fondamentale per lo sviluppo della vita sulla Terra, e di come il futuro dei programmi spaziali, dopo il pensionamento dello Shuttle, sia affidato ai paesi emergenti come Cina, India e Brasile, gli unici che stiano attualmente sviluppando vettori alternativi allo Sputnik dei russi.

“Credo comunque che il più grosso successo delle missioni spaziali sia stato quello di favorire e stimolare la cooperazione internazionale”, ha concluso Guidoni sul finale di questo appassionante incontro/viaggio oltre i confini del nostro pianeta.

Valeria Cavallini – foto di Alessandro Manzotti

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