Lettera della scrittrice Adriana Alarco de Zadra ai bambini della biblioteca di Galliate

“Cari bambini di Galliate,

so che nella vostra bella città ci sono delle belle avventure di carta che vi parlano di stelle e pianeti.

Vi confesso che verrei volentieri anch’io.  Giocare con l’immaginazione è un gioco bellissimo, senza confini e senza tempo.

Giocare con le incognite della nostra vita, della tecnologia, dell’universo, della velocità supersonica, del  viaggiare nel tempo e dei confini dell’universo non ha nulla a che vedere con la magia, con il sovrannaturale. Anzi, è molto meglio!

Il cosmo, con la sua inaudita geografia di mondi e sottosistemi biologici, proprio perché non riusciamo a comprenderli del tutto suscitano in noi emozioni e curiosità: ansia per quella parte a noi sconosciuta, e attrazione verso le nuove scoperte e tecnologie.

Siamo in un periodo pieno di innovazioni.  Vi auguro di mantenere  la vostra mente e la vostra fantasia sempre attente e rivolte verso il mondo.  Per giocare con le innovazioni, con la fantasia e con l’assurdo, mantenendo viva la vostra creatività.

Con affetto, Adriana,

una bambina di molto tempo fa.”

Adriana Alarco de Zadra è nata a Lima, Perù. Ha lavorato come docente di lingua inglese, segretaria di direzione, traduttrice simultanea. Attualmente è Presidente della Fondazione Ricardo Palma (e parte del Consiglio della Casa Museo Ricardo Palma) a Miraflores, Lima, Perú. E’ scrittrice.  Le sue opere spaziano dai libri di geografia, ai racconti fantasy e fantascienza, dalle opere di teatro per bambini alla poesia. http://adriana-alarco.blogspot.com (pubblicazioni e premi letterari)

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L’UOMO D’ACQUA E LA SUA FONTANA

Di Ivo Rosati, illustrato mirabilmente da Gabriel Pacheco è il libro che ha ispirato uno dei numerosi laboratori per le scolaresche di Galliate, programmati all’interno della manifestazione Avventure di carta.

A far scoprire questo libro e i suoi tre laboratori, è stata l’associazione “Bravo chi legge” di Moncalieri: un gruppo di insegnanti e di genitori che dal ’93 lavora sul campo della promozione alla lettura perché crede che essa sia veicolo di valori, fonte di conoscenza e di piacere. Attiva, da anni, sul territorio nazionale, l’associazione propone eventi e iniziative culturali.

A Galliate è arrivata con una coreografia che ha stupito ed incuriosito i bambini delle due classi a cui si è rivolta: drappi di seta azzurri, tele, innaffiatoio, sagome …

Ad accogliere i bambini, una classe 3^ al mattino e una classe 2^ al pomeriggio, quattro animatori che sono partiti  dalla lettura del libro per invitare poi i bambini a seguire, divisi in tre gruppi, i vari percorsi proposti dai laboratori:

  1. di ascolto, dove hanno cercato di distinguere i diversi suoni che l’acqua può produrre (la goccia che cade, il mare mosso dal vento, la pioggia, un torrente, una cascata …), da “Waterscapes” di Dan Gibson
  2. di pittura, dove hanno potuto osservare e apprezzare le illustrazioni del libro ripercorrendo la storia e cercando di cogliere i messaggi che essa vuol suggerire, dopo di che hanno lavorato sulle tele con pastelli ad olio lasciando ognuno un disegno coerente con la storia
  3. di immagine e tecnologia, dove hanno costruito il loro piccolo pop up, protagonista: l’uomo d’acqua.

Oltre all’immediata soddisfazione, le classi sono rientrate con gli stimoli del libro stesso che attraverso la storia, faranno riflettere su quest’uomo fatto di acqua, indubbiamente strano, che fa anche un po’ paura nella sua diversità, ma che poi, quando lo si conosce … E così i temi della diversità, delle risorse, degli sprechi e anche del ruolo delle fontane, appaiono accattivanti. Questo libro così ricco di fantasia stimola l’immaginazione e fa pensare: non a caso è risultato tra i finalisti del miglior albo illustrato segnalato dal Premio Andersen 2008.

Geotermia, fotovoltaico e risparmio energetico – 16 novembre 2011

Mercoledì  16 novembre alle ore 17, nella sala consiliare del Castello di Galliate per “Avventure di carta” si è parlato di geotermia, fotovoltaico e risparmio energetico. L’evento è cominciato con Roberto Torri,  geologo, che ha illustrato nella sua introduzione tecnica le diverse forme di energia che si possono avere in natura e come esse siano davvero vantaggiose, non solo economicamente.

È seguita una seconda introduzione, di tipo normativo, in cui, parlando di energia alternativa con Stefano Iacometti, sono stati messi in evidenza alcuni provvedimenti presenti nel piano della regione Piemonte.

La parola è quindi passata all’architetto Gianfranco Martelli, che ha realizzato a Galliate il complesso di appartamenti “Le terrazze”, realizzato ristrutturando una parte del palazzo sede del negozio di arredamento ‘Luciano Martelli’. Gli appartamenti sono ricavati al secondo e terzo piano e sono dotati di grandi terrazzi, in parte coperti. L’architetto Martelli ha spiegato come “la realizzazione sia caratterizza per livelli elevati di isolamento termico e acustico e finiture di alta qualità.” Ha aggiunto come “il complesso condominiale sia dotato di un impianto di concezione avanzata che comporta un forte abbattimento del consumo di energia, attraverso una centrale a pompa di calore. Grazie all’isolamento termico e al tipo di impianto di cui dispone, l’edificio si colloca nella classe A” (cioè la più elevata) “prevista dalle nuove norme relative alla classificazione energetica, come risulterà dal relativo certificato energetico.”

L’evento si è concluso con Marino Piasentà, abilissimo nell’instaurare una discussione con il pubblico, rispondere ampiamente alle domande e capace nell’illustrare i vantaggi del fotovoltaico, della pompa di calore del tipo a scambio termico con l’acqua di falda, con un sistema brevettato che limita il consumo di acqua e di energia elettrica integrandosi a una batteria di pannelli solari.

Antonio Roma

Sotto lo stesso cielo – 11 novembre 2011

Venerdì 11 novembre 2011 alle ore 21, presso la sala don Manfredda dell’oratorio di Galliate (NO), in esclusiva per “Avventure di carta” Roberto Piumini e Stefano Sandrelli hanno brillantemente presentato la loro inedita collaborazione, tanto inconsueta quanto interessante: “Sotto lo stesso cielo”. Un libro non solo per bambini sul tema dell’accoglienza, del desiderio di molte madri e di molti padri di cercare condizioni migliori di vita per sé e per i propri figli, a discapito del malinconico abbandono della propria terra d’origine.

La serata è cominciata con una mia introduzione, in quanto presentatore della serata; ho avuto modo di sottolineare, nella mia introduzione, quanto il libro fosse speciale data l’influenza della sociologia poetica di Roberto Piumini, accostata perfettamente alla razionale ma romantica vocazione per l’astronomia di Stefano Sandrelli. Dopo la presentazione, la parola è stata data a Silvia Zani di Emergency Novara, che ha raccontato come Emergency, associazione italiana indipendente e neutrale, nata per offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di elevata qualità alle vittime delle guerre, delle mine antiuomo e della povertà, promuova una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani, e abbia per questo appoggiato il progetto di Piumini, Sandrelli e dell’editrice Patrizia Zerbi (Carthusia). Dopo l’intervento di Silvia Zani si sono alternati nella presentazione del loro lavoro Roberto Piumini, con una lettura dal libro, e Stefano Sandrelli, con la proiezione e il commento di alcune stelle, armonicamente accompagnati dal suono dell’arpa della bravissima Lucia Ferrari. La serata si è conclusa con l’editrice Patrizia Zerbi che ha raccontato come sì è arrivati alla realizzazione di questo progetto, e con uno spazio dedicato alle domande del pubblico.

Antonio Roma

Girotondo e tradizione tra gli alberi del parco (del Ticino)

Un girotondo di bambini di seconda elementare che cantano della complessità che si nasconde dentro e attorno a un albero: cosa c’è di meglio per dare inizio della presentazione del volume “Gli alberi nel Parco del Ticino”, a cura del Gruppo Dialettale Galliatese?

Sabato mattina, mentre su uno schermo scorreva una carrellata di fotografie scattate nel Parco, il pubblico di adulti e bambini presente in Sala Consiliare ha ascoltato l’assessore Laura Bozzola ringraziare l’associazione per la collaborazione con Avventure di Carta, sotto forma di ormai tre libri per ragazzi, quindi i tre relatori – Gianni Belletti, Sara Brustio e Marisa Fonio – che hanno presentato il volume di quest’edizione, che si riallaccia, come Avventure, all’anno internazionale delle foreste proclamato dall’ONU.

Nato con il triplice scopo di essere una guida per i ragazzi, un aiuto per gli adulti nel rispondere alle domande dei ragazzi e “stimolare la loro fantasia”, e incentivo ad andare nel Parco e scoprirlo passo dopo passo, “Gli alberi nel Parco del Ticino” è frutto del delicato equilibrio tra la necessità di rendere i concetti accessibili a i ragazzi, l’impegno a non tradire un approccio scientifico e la necessità di far entrare il dialetto nel volume senza che si scontrasse coi giovani lettori. Da qui le soluzioni editoriali illustrate dai relatori: piante che raccontano ai ragazzi le proprie caratteristiche, un lessico, una sezione dialettale, una sezione “del nonno”, una cartina che indica dove trovare le varie tipologie di piante.

I relatori, dopo aver ricordato brevemente la storia del Gruppo Dialettale, hanno richiamato l’attenzione del pubblico sul 1978, anno di edizione della prima grossa pubblicazione del Gruppo Dialettale, “Gajà Spitascià”, e di nascita del Parco del Ticino, e sulle similitudini insite nella missioni che Parco e Gruppo si sono assunti: “raccogliere, raccontare e preservare un patrimonio dalle radici molto antiche”.

Un legame, quello tra foresta e dialetto, che fa da filo conduttore all’intera presentazione.

Il bosco, visto in passato quale “patrimonio da tramandare di padre in figlio, così come sono patrimoni da tramandare il dialetto e la nostra cultura”, è il culmine di un breve excursus volto a presentare la sezione storica del libro, scritta in collaborazione con il Gruppo Storico-Archeologico Galliatese, che traccia l’evolversi della relazione dei galliatesi con le loro foreste dalla grande battuta di caccia a cui partecipò Isabella d’Este, nel XV secolo, all’estinzione dei lupi, nel XIX secolo.

I boschi del Ticino, fonte di ispirazione per il defunto poeta dialettale locale Antonio Garzulano, una poesia del quale apre il volume, divengono un invito a esplorare le nostre foreste e a ricordare le nostre radici storiche. Di più, a ricordare l’importanza dei boschi, la centralità che avevano nella vita e nell’economia del passato, ben diversa dallo status di “complemento” secondario che hanno oggi, che tornano a inselvatichirsi per mancanza di governo.

Conclude la mattinata una lettura di Anna Lavatelli dal suo “La rivolta del bosco”, un aperitivo e soprattutto l’augurio, rivolto ai presenti: “Buona lettura e buone passeggiate nei boschi!”

Marina Belli

Le scarpe di Leo – 15 novembre 2011

Lo spazio morbido allestito nelle sale sud del Castello è stato teatro di una presentazione e di un laboratorio che hanno coinvolto un gruppo di bambini entusiasti, e i loro genitori nelle vesti di aiutanti pratici.

Dopo una breve introduzione da parte di Susy Soncin, l’illustratrice Paola Depero, con la collaborazione della pedagoga Cecilia Fabbri, ha presentato in anteprima e letto il libro “Leo e il movimento”, di cui ha curato le illustrazioni, che racconta di come il piccolo Leo scopre il piacere della lentezza e dell’andare a scuola a piedi, con calma, invece che in auto, di fretta.

Alla fine della lettura, i bambini sono stati invitati a disegnare ciascuno la sua scarpetta, sulla traccia delle scarpe di Leo che compaiono sulla copertina del libro. Armati di cartoncino rosso, pennarelli colorati, stringhe bianche e tanta fantasia, ogni bambino ha ritagliato una scarpa a partire del contorno del proprio piede e poi l’ha decorata come più gli piaceva, aggiungendo al “modello base” disegni, decorazioni, colori e soprattutto tanti brillantini.

Marina Belli

Perché le stelle non ci cadono in testa? – 12 novembre 2011

Ore 21.00: file e file di persone premute contro i vetri della sala consiliare del castello di Galliate, gremita di spettatori in attesa dell’arrivo del personaggio di punta di questa ventesima edizione della manifestazione “Avventure di Carta”; l’astrofisica e divulgatrice Margherita Hack viene accolta da un interminabile applauso di benvenuto dalla comunità Galliatese, che la ospita per la seconda volta.

Un primo omaggio alla scienziata lo propone l’associazione galliatese di promozione sociale “Il Pane e le Rose” offrendole in dono un libro prima della vera e propria partenza. 10 sono le domande con cui Laura Pigozzo, direttrice dell’associazione teatrale “La Fabbrica d’Arte”, crea la pista iniziale della prima parte della serata, in cui Margherita parla di sé, della propria vita, raccontando particolari simpatici e affascinanti, mettendo in luce lati nascosti o trascorsi della propria persona. Oltre alle conosciute doti scientifiche, si scopre in lei un enorme amore per gli animali, e primo di questi, come racconta lei stessa, il suo amato Aldo, il marito a cui è legata indissolubilmente fin dal giorno in cui festeggiarono le nozze davanti ad un piatto di spaghetti; e non tutti sanno che Margherita in gioventù fu anche campionessa di salto in alto e salto in lungo, tanto da poter accedere a competizioni di livello europeo.

Questa prima parte personale si è conclusa con una scherzosa domanda sul fatidico 21 dicembre 2012 e la declamata fine del mondo: «Il mondo finisce. Di già?». Una risposta simpatica, e magnifica sotto un altro punto di vista: una persona dell’età di Margherita, con un lungo percorso alle spalle, è un esempio per tutti con la sua sfolgorante voglia di agire e di parlare, con il suo amore per la vita e la forza che riesce a comunicare.

È poi il turno di Andrea Parlangeli, caporedattore di Focus: la serata si avvolge intorno ai temi più strettamente scientifici del libro “Perché le stelle non ci cadono in testa?”, in cui Margherita risponde a numerose domande di astronomia e fisica. Inizia un lungo sogno attraverso stelle, asteroidi, astronavi e buchi neri, nel quale la scienziata conduce la platea rapita, attratta da una forza pari a quella che in questo universo fa da padrona: la forza di gravità. Proprio a Newton e alle sue leggi fa riferimento Margherita per spiegare i misteri più oscuri dell’universo lontano, in un percorso che si conclude nell’abisso nero di materia ed energia oscure: la parte maggiore dell’universo che sfugge ancora alla comprensione umana.

Infine, adulti e bambini hanno avuto modo di chiedere qualsiasi cosa a Margherita, contenta di rispondere ad ogni domanda, di fronte allo strabiliante entusiasmo dimostrato specialmente dai più piccoli; ed è forse proprio in questo che si rivela ancora una volta una delle più grandi doti dell’astrofisica toscana: essere un personaggio rappresentativo di un mondo oggigiorno trascurato (quello di ricerca e studio) e riuscire ad unire adulti e giovanissimi sotto ad un’unica, brillante stella.

Mattia Rossi – Foto di Letizia Gatti